Mobilità sostenibile, la sfida da vincere

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La mobilità come l’abbiamo intesa fino a poco tempo fa non è più sostenibile, il nuovo concetto di spostamento dev’essere innovativo, condiviso, collettivo. elettrico e ciclabile, tutto per limitare gli impatti ambientali e migliorare la vivibilità delle città.

I tre pilastri della transizione green dei trasporti sono elettrificazione, sharing mobility e l’innovazione.

MOBILITÀ ELETTRICA
Le immatricolazioni di veicoli elettrici aumentano globalmente anche nel 2019 e confermano una tendenza ormai assodata.
Il mercato mondiale resta polarizzato sulla Cina (praticamente il doppio del valore europeo) mentre la terza realtà globale sono gli Stati Uniti.
L’Europa, quindi, rappresenta il secondo mercato di EV: occupato sostanzialmente da Germania, Norvegia e Regno Unito con il 47% del mercato.

E l’Italia?
Le immatricolazioni di auto elettriche crescono del 78% rispetto all’anno precedente ma contribuiscono solo per al 3% registrato in Europa, un ritmo di crescita basso per avere la svolta della green mobility.

Per una mobilità sostenibile è sicuramente necessaria un’infrastruttura efficiente e il punto di partenza è la rete di ricarica.
In Italia, a fine 2019 c’erano circa 9.000 stazioni di ricarica pubblici, più del 90% sono “ricarica normale” (da 8 a 22 kW). Potenziare l’infrastruttura di ricarica è uno dei progetti inseriti in SEM, l’obiettivo è quello di creare una rete di ricarica territoriale che serva tutto il Sud Est Milano.

SHARING MOBILITY E CICLABILITÀ
Quello che è emerso durante la sessione tematica sulla mobilità di Ecomondo è la sempre maggiore importanza della sharing mobility. Il carsharing ha avuto una grande sviluppo, tanto da arrivare, se non ci fosse stata la pandemia, all’equilibrio economico nel 20/21. Fatto non scontato perchè: il carsharing è funzionale solo nelle grandi città e con grandi volumi.

Il carsharing con mezzi elettrici è una possibilità che sta prendendo sempre più piede. In SEM, infatti, è sempre forte il collegamento tra sharing mobility e mobilità elettrica: è prevista la creazione di infrastruttura di carsharing elettrico territoriale che permetterà ai cittadini del sud est di muoversi in totale libertà e nel rispetto dell’ambiente. I Comuni vogliono sviluppare e sperimentare nuove forme di servizio di mobilità elettrica sul territorio creando le premesse per una rete diffusa di mobilità sostenibile.

La circolazione della micromobilità elettrica è un fenomeno che è cresciuto esponenzialmente durante l’emergenza, anche grazie agli incentivi. I mezzi, come monopattini elettrici, segway, hoverboard e monowheel, sono dedicati a spostamenti personali di breve entità, consentiti solo in ambito urbano.

Questa emergenza però ha dimostrato che l’offerta di sharing mobility è flessibile, adattandosi alle necessità e alle esigenze del momento, e questo fa ben sperare per il futuro.

Il trend è positivo (tralasciando lockdown) ed ormai è partito, importate accelerazione che non si era mai vista dal pubblico che ha interesse a cambiare il sistema di mobilità e creare le condizioni perché si sviluppi, finalmente, la elettrico etc….

Le riflessioni che si fanno in questo periodo di emergenza devono diventare strutturali: perché i ragionamenti sul distanziamento, oggi ci permettono di gestire l’emergenza ma domani potrebbe consegnarci un servizio pubblico civile e più efficiente; la regolamentazione della micromobilità è un altro punto fondamentale per creare delle regole condivise; ogni giorno noi forniamo una quantità di dati enorme, devono essere utilizzati per pianificare i flussi di mobilità.

IMPORTANTE: I modelli di mobilità vanno visti sempre rispetto alle caratteristiche delle città, non dimentichiamo che il 77% delle popolazione vive in città con meno di 100.000 abitanti.
L’intermodalità è imprescindibile nelle grandi città e nelle realtà metropolitane, quindi è importante sviluppare e potenziare le infrastrutture intermodali per aiutare a risolvere diversi problemi legati alla mobilità (traffico, inquinamento etc..). Intermodalità rappresenta anche un aiuto concreto per il trasporto pubblico, non lo sostituisce ma lo integra insieme alle altre tipologie di mobilità, in modo da fornire al cittadino un offerta di mobilità completa.

Una di queste è sicuramente la mobilità dolce, alla quale, oggi, viene affidato un ruolo attivo nella mobilità urbana. I vantaggi di un ampio ricorso alla bicicletta possono essere così riassunto:

  • risorse economiche ed energetiche limitate per l’utilizzatore;
  • impatto zero sull’ambiente;
  • riduzione della congestione
  • riduzione del costo in sanità
  • costo per la pubblica amministrazione infinitesimamente più basso rispetto a quelli richiesti dagli altri modi di trasporto

Anche Città Metropolitana di Milano sta redigendo un Biciplan metropolitano, attraverso il quale definirà gli obiettivi, le strategie e le azioni necessarie a promuovere e intensificare l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto sia per le esigenze quotidiane sia per le attività turistiche e ricreative e a migliorare la sicurezza dei ciclisti e dei pedoni.

INNOVAZIONE
La tecnologia sta trasformando la mobilità sempre più in un servizio, dove ogni cittadino può utilizzare rispettando le sue esigenze e le sue necessità. Il MaaS (Mobility as a Service) è un nuovo modello di business per l’erogazione di servizi di trasporto. Come tutti gli “as a service”, prevede un abbonamento mensile a forfait che garantisce l’utilizzo personalizzato di un bundle di trasporti pubblici e privati: treni, bus, taxi, car, bike sharing e altro utilizzabili illimitatamente con un solo abbonamento (all in one), solitamente attraverso un’app. Esistono già casi pilota di MaaS in Italia dove la città più avanti su questo fronte è Milano.

La strada è tracciata, ora serve lo sforzo di tutti (enti pubblici, aziende e cittadini) per rendere la mobilità più sostenibile.

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