Continua il nostro viaggio nei progetti territoriali integrati insieme al team di CISA: dopo l’intervista a Elena Corsi, oggi leggiamo le parole di Vittoria Monleale che ci parlerà del suo ruolo come Impact Developer dall’impostazione del lavoro alle competenze utili in questo ambito.
1. In qualità di Impact Developer, cosa significa per te sviluppare un territorio?
Sviluppare un territorio significa dargli un valore aggiunto sotto diversi aspetti, ad esempio in termini di infrastrutture, competenze, risorse economiche, sostenibilità… e ciò avviene su due fronti. Da un lato è necessario valorizzare ciò che già esiste andando a rafforzare le caratteristiche e le peculiarità del territorio oggetto di studio, che spesso non vengono sufficientemente valorizzate in particolare nei piccoli Comuni dove le risorse sono scarse. Dall’altro lato, attraverso l’ascolto delle esigenze delle Amministrazioni locali, sviluppare un territorio significa soprattutto andare a colmarne le lacune e le criticità trasformandole in punti di forza e unicità che diventeranno il volano grazie a cui poter ideare e implementare strategie di sviluppo integrate, sostenibili e sovraterritoriali.
2. Quali sono gli aspetti di cui ti occupi durante l’intero ciclo dei progetti che riguardano lo sviluppo sostenibile e integrato di un territorio? E quali sono i primi passi che compi quando inizi a lavorare su un nuovo progetto?
Il primo passo consiste nella fase di studio del territorio, e questo avviene mediante la ricerca, la raccolta e l’analisi dei principali dati territoriali e dei documenti di programmazione strategici. Questo mi permette di avere una visione complessiva del territorio e di comprenderne, quindi, le principali caratteristiche e criticità. Terminata la fase di studio preliminare, il team dedicato si occupa di ascoltare le Amministrazioni comunali per comprenderne le esigenze, i bisogni e i desideri. Partendo da questi, che costituiranno le fondamenta del progetto, io come Impact Developer insieme al Project Manager responsabile, mi occupo di elaborare una possibile strategia di sviluppo descrivendola all’interno dei documenti di Focus territoriale con l’obiettivo di restituire una vera e propria visione dall’alto, una “fotografia” che, arricchita dal nostro know how, porti allo sviluppo sostenibile e integrato di quel territorio. Una volta condivisi i risultati del Focus territoriale con le Amministrazioni, elaboro insieme al team dedicato il documento di Fattibilità tecnico-economica, che segna il passaggio tra la fine della fase di sviluppo e l’inizio della fase operativa del progetto.
3. Nell’impostare una strategia di sviluppo sostenibile è fondamentale basarsi sulle esigenze e sui desideri espressi dal singolo territorio; al tempo stesso, però, non bisogna dimenticare che vi sono anche diverse politiche e strumenti strategici internazionali, europei, nazionali, regionali e locali di cui è necessario tenere conto per garantire una progettualità efficace. Come rendere, quindi, allineate, pertinenti e reciprocamente coerenti queste componenti?
Come prima cosa, già nella fase di studio del territorio, è molto importante tenere in considerazione, nonché analizzare e studiare, i documenti di programmazione strategica internazionali, europei, nazionali, regionali e locali. Questo perché, quando andiamo a ideare la strategia, è fondamentale che i progetti che la compongono siano coerenti e allineati con gli obiettivi delle diverse politiche, tra cui quelli dell’Agenda ONU 2030, della programmazione comunitaria 2021-2027, del PNRR e delle varie strategie nazionali e regionali per lo sviluppo sostenibile, nonché con gli strumenti di programmazione locale. Questo permette di garantire la sostenibilità dei progetti a 360 gradi, in quanto la nostra mission è proprio quella di creare valore aggiunto al territorio di riferimento grazie alla messa a terra di interventi che durino nel tempo generando un impatto positivo dal punto di vista ambientale, sociale ed economico.
4. Quali competenze pregresse ritieni ti siano risultate particolarmente utili nella tua esperienza come Impact Developer in CISA? E quali hai sviluppato maggiormente, o che hai dovuto imparare ex novo, per aiutarti nella tua crescita professionale?
Per ricoprire il ruolo di Impact Developer è fondamentale saper ascoltare i bisogni e le esigenze delle Amministrazioni locali, che spesso si trovano in territori che presentano criticità come spopolamento e invecchiamento della popolazione. Lavorare ogni giorno con territori differenti porta a sviluppare una sensibilità tale da riuscire a capire cosa sia necessario per quel territorio date le sue debolezze e peculiarità. Ciò che mi incuriosisce maggiormente è l’interdisciplinarietà di questo lavoro, perché richiede un continuo studio che mi ha permesso di sviluppare competenze in diversi ambiti; ideare strategie territoriali integrate e sostenibili partendo dalle esigenze dei Comuni, così come la capacità di ricerca e analisi dei dati, che permette di individuare i punti di forza e di debolezza di un territorio, sono skills che sto potenziando ogni giorno svolgendo questo ruolo.
5. Guardando al 2025, quali sfide prevedi e quali prospettive ti auguri in CISA?
Ciò che mi ha sempre affascinato di questo lavoro è la sua dinamicità e mi auguro di poter continuare ad avere la curiosità nel conoscere territori differenti e di imparare cose nuove ogni giorno non tirandomi indietro ma, anzi, affrontando nuove sfide lavorative perché lo ritengo fondamentale in una prospettiva di crescita professionale. Ciò che auguro a CISA, invece, è di continuare ad avere la capacità e l’entusiasmo di apportare valore aggiunto nei territori, in particolare in quei territori che presentano maggiori criticità.



