Intervista al team: Enzo Viganò – Presidente

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Dopo aver incontrato Elena Corsi – Development Unit Manager, Vittoria Monleale – Impact Developer e Giuseppe Lombardini – General Manager, il viaggio all’interno del nostro team si conclude con le parole di Enzo Viganò, Presidente, che offrono una panoramica sul ruolo di CISA come Advisor per la Pubblica Amministrazione tra sfide attuali e prospettive future.

1. La mission di CISA è quella di sostenere l’evoluzione e lo sviluppo di un territorio individuando gli strumenti strategici, finanziari e di governance in una logica programmabile e incrementale. Nel mondo delle consulenze per la Pubblica Amministrazione, qual è l’elemento che distingue CISA?

Il 2019 è stato l’anno della svolta, del cambiamento di paradigma, l’anno in cui abbiamo sviluppato e iniziato ad applicare il modello “CISA” come adattamento dell’istituzione europea dell’I.T.I. (Investimento Territoriale Integrato) per renderlo performante applicato alla piccola e media Amministrazione Pubblica. È il nostro fiore all’occhiello. Il nostro DNA. Inoltre, sempre all’interno del modello, abbiamo saputo usare lo strumento I.T.I. per accompagnare i Comuni nello sviluppo di progettualità che vadano a beneficio del territorio dove il territorio sono gli stessi Comuni che hanno aderito all’I.T.I. senza che debbano intaccare la spesa corrente, una rivoluzione. La sinergia che si crea aiuta a coniugare aspetti che vanno dalla politica, alla finanza, alle necessità del territorio il tutto inquadrato in una visione strategica utile a fornire supporto alla realizzazione di infrastrutture abilitanti allo sviluppo di servizi di mobilità e accessibilità, transizione digitale, conservazione e valorizzazione del patrimonio storico culturale, ripopolamento e sviluppo di nuove economie, energia sostenibile, valorizzazione del turismo.

2. CISA è specializzata nel supportare in particolare i Comuni di piccole dimensioni: quali sono le maggiori sfide che dovete affrontare quotidianamente in questi contesti?

Il denominatore comune rimane sempre l’I.T.I. e il modello con cui lo portiamo sul territorio. Urgenza fa bingo con spesa corrente, le Amministrazioni sono spesso a combattere la quotidianità della gestione del Comune con evidenti problemi di personale sia amministrativo che tecnico. Non faccia specie se un Segretario comunale o il Responsabile tecnico di un Comune viene condiviso da altri Comuni con il risultato che a malapena si riesce a far fronte al quotidiano. In un contesto come questo la “disponibilità e le competenze” diventano valore aggiunto al servizio dei risultati, la vera sfida sta nel riuscire ad essere percepiti come risorse in più, non in concorrenza. Questo atteggiamento ha da sempre caratterizzato la nostra operatività ed è un elemento distintivo importante e che ci viene riconosciuto oltre che apprezzato.

3. Sempre più spesso, purtroppo, le Amministrazioni sono costrette a privilegiare la gestione dell’urgenza anziché approntare una visione di lungo periodo. Qual è il ruolo di CISA in questo? E qual è l’elemento importante per far sì che i progetti continuino poi nel tempo?

Fin dal primo momento in cui approcciamo l’I.T.I. il nostro modus operandi ci vede attenti a valutare la posizione della singola Amministrazione, rispetto alle altre che fanno parte dell’I.T.I., per quanto riguarda le esigenze dell’Amministrazione su stessa, la condivisione di progettualità che hanno affinità con gli altri Comuni ed il tutto visto in una logica di condivisione del territorio. Non facciamo mai mordi e fuggi ma ci impegniamo con i Comuni attraverso la proposta come promotore di un Project di Servizi che si conclude con la firma di una concessione pluriennale in questo modo siamo garanti della continuità nel lungo termine, anche 8 o 9 anni. Ma non solo, nasce una società di progetto per la gestione della concessione, in cui confluisce anche personale locale, che alla scadenza naturale della concessione continuerà ad operare nello spirito dell’Investimento Territoriale Integrato garantendo così continuità per il futuro. Questo è il vero valore aggiunto, l’attività che nel corso degli anni contribuisce alla formazione dei quadri ai quali sarà poi demandata la gestione del territorio.

4. Siete attivi dal 2018 e avete girato quasi tutta l’Italia: in questi anni di attività nei Comuni, avete notato un cambiamento di atteggiamento rispetto alla volontà di collaborare per cercare di migliorare il proprio territorio?

Io la chiamo la “buona politica” che avanza in un contesto dove il Sindaco interpreta il concetto di governo del territorio con una visione che va oltre il proprio mandato. Sempre più spesso si incontrano amministratori disposti ad investire su progetti a lungo termine e che, scevri da logiche di campanilismo, sono consapevoli che la gestione del proprio Comune va condivisa con i Comuni del territorio circostante, pensate ai temi della mobilità, dei trasporti, alla condivisione delle strutture sportive. Si tratta di uno spirito nuovo che ritrovo nelle nuove generazioni che si affacciano alla politica, ma anche in quei Sindaci di lungo corso che comprendono come, attraverso la collaborazione che Cisa propone attraverso il suo modello, possono avere accesso ad una serie di opportunità che altrimenti da soli non sarebbero in grado di affrontare.

5. Guardando al 2025, quali sfide prevedi e quali prospettive ti auguri in CISA?

Partiamo dai risultati: oggi abbiamo cinque concessioni attive tra Lombardia e Campania e situazioni in divenire in Sicilia, Puglia e Calabria tutte che mediamente estendono la durata nell’arco di 8/10 anni, che coinvolgono progettualità complesse all’interno di partenariati pubblico-privati dove il nostro ruolo spesso è quello di gestire il project management di queste attività. La prima sfida, quindi è questa: garantire il corretto decorso delle concessioni e il raggiungimento degli obiettivi dichiarati a partire dal 2025 e per tutta la durata della concessione. Prospetticamente poi punteremo ad una ulteriore crescita economica di Cisa cui ci si auspica corrisponderà anche il consolidamento dei propri asset. L’operatività a pieno regime delle Concessioni attive e l’avvio di quelle in fase di fattibilità prevedono una stima di incremento del giro d’affari di circa dal 50% al 70% per il 2025 e sicuramente necessiteranno ulteriori investimenti in termini di capitale umano sia attraverso nuove assunzioni sia attraverso l’attivazione di nuove partnership strategiche. Infatti, nel 2025 punteremo a consolidare la posizione di mercato attraverso partnership e collaborazioni con alcune società di rilevanza nazionale (SCS CONSULTING/MBS) integrando in questo modo la proposta commerciale e la competitività del modello che abbiamo sviluppato per la progettazione di “Investimenti Territoriali Integrati”.

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