Cisa e le comunità energetiche: un contributo determinante per il raggiungimento dell’obiettivo “zero emission”

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La Comunità Energetica (CE) è un modello innovativo di produzione, distribuzione e consumo dell’energia che si prefigge come obiettivo quello di agevolare la produzione e lo scambio di energie che provengano da fonti rinnovabili avviando un processo di decarbonizzazione dei territori. Questo processo ha come diretto e immediato beneficio l’efficientamento e la riduzione dei consumi energetici e la riduzione di Co2 presente nell’aria. 

Nel 2050, con un quadro normativo di sostegno alle rinnovabili, metà della popolazione europea potrebbe produrre energia elettrica  e contribuire al bilanciamento della rete gestendo in maniera flessibile – su base individuale o collettiva – la propria domanda di energia. È quanto dimostrato dallo studio The Potential for Energy Citizens in the European Union, condotto dall’istituto di ricerca ambientale CE Delft. 

L’Italia, con la legge di conversione del decreto Milleproroghe  (articolo 42-bis) che disciplina la possibilità di costituire comunità energetiche rinnovabili e di attivare progetti di autoconsumo collettivo da fonti rinnovabili, ha dato un’ulteriore segnale significativo degli sforzi in tema di politica ambientale. 

Questa norma apre sicuramente la strada a nuove politiche di gestione energetica diffusa e del potenziamento delle cosiddette “smart grid” ma, attualmente ha dei vincoli piuttosto stringenti (come la potenza complessiva degli impianti rinnovabili non superiore a 200 kW); la strada è ancora lunga per diventare Energy Citizens Community ma siamo di fronte ad un primo embrione di cambiamento nel nostro paese.  

La risposta di CISA
Contribuire a migliorare la formula base della Comunità Energetica partendo dai seguenti presupposti:  

  • Una comunità per essere tale abbraccia tutti i soggetti presenti: edifici pubblici, scuole, condomini e abitazioni private, imprese, industrie e sistema di gestione dei rifiuti 
  • Va organizzato un piano di efficientamento energetico omogeneo; la prima fonte di energia green è il risparmio e la lotta agli sprechi perciò edifici, mobilità light e metodi di smaltimento e riciclo sono aspetti che vanno esaminati nel loro insieme o comunque valutati come impatto complementare 
  • La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (soprattutto il fotovoltaico su copertura ed il biometano) deve essere pianificata e distribuita per mantenere costante la capacità di assorbimento della domanda adottando la miglior tecnologia disponibile compresi i sistemi di accumulo 
  • La messa a rete – Smart Grid – non solo deve governare i singoli mini impianti di produzione di energia ma deve coinvolgere anche la gestione delle reti gas e acqua ed,  in modo da fornire un processo di alimentazione e di risparmio ancora più efficiente 
  • È essenziale la creazione di una piattaforma di gestione che rilevi in tempo reale produzione, consumi, risparmi, anomalie 

 L’idea Cisa e dei suoi Partners è quella di creare una “griglia” di possibili attivazioni delle comunità energetiche più o meno estese e dedicate a porzioni di territorio molto circoscritto: frazioni e porzioni di Comunità Montane,  piccoli Comuni sotto i 3.000 abitanti, quartieri omogenei di Comuni più importanti, aree miste artigianali e residenzialiProgetti singoli o anche aggregati secondo la logica “Smart Grid” che siano sostenibili tecnologicamente ed economicamente, in grado di attrarre risorse e investimenti equilibrati che non vadano a scapito dei beneficiari finali: le comunità locali ed i propri cittadini. 

In quest’ottica i nostri sforzi si concentreranno sulla promozione di modelli integrati e sinergici che consentano anche ai territori a bassa intensità abitativa, o comunque di dimensioni contenute, di dotarsi della capacità di produrre energia rinnovabile a impatto zero senza trascurare gli ambiti rigenerativi e di riqualificazione energetica di tutti gli edifici presenti.

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