Gli indirizzi in materia di edifici pubblici previsti dalla programmazione comunitaria per il prossimo settennato, compresi gli ambiti straordinari stabiliti dal Next Generation EU e dal nostro PNRR, sono chiari: Riqualificare energeticamente gli immobili pubblici una delle principali sfide per le nostre P.A.
Se ne parla da molto, ci sono molte soluzioni e molte possibilità di attirare risorse sia attraverso le misure agevolate sia attraverso i partenariati; ciò che forse si trascura è cogliere l’occasione per fare qualche cosa di più: Rigenerare gli edifici ottimizzandone la funzione, aprendo ad altre fruizioni e rendendoli non solo energeticamente efficienti ma anche inseriti in un sistema di produzione di energia rinnovabile a impatto “0”. Anche in questo caso si possono trovare finanziamenti e attrarre risorse private; gran parte delle Regioni italiane ha predisposto un dispositivo di incentivazione come ad esempio la Lombardia con la L.R. 18/2019.
Una prima riflessione è dovuta al fatto che spesso l’audit energetico risponde solo ad una semplice domanda: quanto consumavo prima e quanto consumerò dopo la riqualificazione. L’equazione si traduce in soldi risparmiati che possono remunerare gli investimenti effettuati anche da terzi (le ESCo per l’appunto). Questo significa Riqualificare: aggiornare impianti e involucro per migliorarne l’efficienza energetica così da ridurre le emissioni inquinanti e produrre sufficiente risparmio per ripagare gli investimenti.
Ma una seconda riflessione ci porta a considerare un altro aspetto: ma prima di riqualificare abbiamo ben chiaro quale sarà la funzionalità futura di quell’immobile? Alcuni esempi:
- Un edificio in fase di riqualificazione potrebbe ottimizzare i propri spazi in funzione delle nuove esigenze di gestione (per le scuole un diverso lay out delle aule o per la casa comunale il ripensamento delle postazioni lavoro anche in funzione delle future regole di smart working o altro). Cambiare layout e funzioni vuol dire anche calcolare diversamente i futuri consumi energetici contribuendo a migliorare ulteriormente l’efficienza energetica
- Un edificio in fase di riqualificazione potrebbe essere ripensato non solo in termini di spazi ma in termini di fruizione (molti edifici sono ormai sovra dimensionati e potrebbero ospitare altri servizi a favore dei cittadini anche se non in modo continuativo: arco temporale giornaliero, programmazione saltuaria settimanale). Le tecnologie “smart” possono dare un notevole contributo favorendo un sistema di gestione a geometria variabile che consumi solo quando serve e dove serve (anche in termini di contabilizzazione)
L’obiettivo è consentire all’Amministrazione di costruire un quadro di insieme dei propri edifici (magari anche per lotti funzionali) ottenendo un piano energetico integrato dove Riqualificazione e Rigenerazione sono le due leve su cui rinnovare e innovare le infrastrutture locali
Il risultato? La regola delle due “R”:
Rigenerare e Riqualificare = Risparmiare energia e Ridurre il consumo di suolo
CISA ed i suoi partner, anche all’interno dei progetti di Sviluppo Territoriale, stanno già sperimentando con le Amministrazioni Locali soluzioni integrate che porteranno nel medio periodo a migliorare sensibilmente la spesa e la riduzione delle emissioni e, al contempo, avranno favorito il processo di rinnovamento e sviluppo delle funzioni al servizio dei cittadini e dei dipendenti pubblici.



