Siamo già in pieno fermento per l’avvio di molti dei nostri Progetti Territoriali Integrati.
Quando abbiamo deciso di concentrare i nostri sforzi di advisoring su quello che sembrava più uno slogan che un tangibile strumento di programmazione per fare da acceleratore ai nostri “Land”, il giudizio sul nostro approccio agli Investimenti Territoriali Integrati ha raccolto “molto”: molto scetticismo, molti ma .. siete sicuri, molti “guru” alla Baudo: questo l’ho inventato io, molti …. ma questo approccio è di destra o di sinistra? Ed infine: dove sta il trucco?
Ecco, questo è stato il vero nemico … continuare a non vedere che non è più tempo di dietrologie ma di fatti, di azioni, di capacità di immaginare, osare, progettare e realizzare per il bene comune, di aggregare risorse e competenze per territori che spesso hanno solo bisogno di metodo e di fiducia.
Eh sì, questo è il punto: chi crede che i nostri Comuni non siano propositivi forse sta prendendo un abbaglio; perché le idee le hanno, perché i progetti (almeno nelle intenzioni) ci sono, perché la volontà di fare (spesso super partes) c’è.
Manca solo la capacità di organizzare in modo armonico e su una dimensione territoriale sovracomunale tutto ciò che i nostri Amministratori Locali hanno già intenzione di fare; fornire loro quella visione strategica e quell’approccio di Public Project Management che sicuramente alcuni nostri partner europei hanno saputo sviluppare meglio.
Le risorse? Questo è l’altro punto: siamo all’inizio della nuova programmazione europea 21-27, il NGE è un’occasione unica di ripartenza, la finanza internazionale è molto più disposta ad investire nel pubblico per finanziare infrastrutture e nuovi modelli economici più sostenibili. La trasformazione digitale e la transizione ecologica, per non parlare di nuovi modelli socio sanitari e scolastici, non sono più temi di dissertazioni da forum scientifici, è una realtà che va affrontata e programmata il prima possibile.
E allora il “molto” adesso il “tanto”: stanno partendo 8 progetti territoriali areali e due progetti orizzontali per mettere in rete le stesse strutture dedicate a funzioni specifiche su più Comuni o distretti: da 2 Zone Omogenee di Città Metropolitana di Milano a 2 aree territoriali nel nord ovest della Lombardia, dalla Romagna al Piemonte passando per 2 Comunità Montane fino ad arrivare ad un nuovo progetto, unico nel suo genere, per rigenerare, riqualificare e rendere armoniche oltre 20 infrastrutture di aggregazione sociale e sportiva al servizio dei quartieri milanesi.
E allora questa è la sfida: nessun nemico da affrontare, nessun competitore da osteggiare……. solo collaborazione, impegno, abnegazione, entusiasmo ed una massiccia dose di ottimismo. Questo è quello che vedo nei volti e nelle azioni del team di cui sono orgoglioso di far parte e questo è quello che vogliamo trasmettere a chi ci ha dato fiducia …. per costruire insieme il futuro delle nostre Comunità.
Giuseppe Lombardini
Project leader



