Transizione digitale: svolta infrastrutturale e culturale per il nostro paese

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La tecnologia digitale è uno strumento che può riportare il nostro Paese tra i leader europei e non solo. Questo percorso deve essere guidato da obiettivi chiari, semplificazione digitale, sperimentazione tecnologica, e generazione di nuove competenze producono tre principali effetti positivi: 

  • Contribuiscono a diminuire le inefficienze quali carenze infrastrutturali e di rete, divari digitali, lentezza del sistema giudiziario, nonché mancanza di competenze qualificate e aggiornate. Se le affrontiamo, avremo meno costi e più crescita; 
  • Consentono di fronteggiare la competizione internazionale, favorendo l’accelerazione dei flussi di investimenti verso il nostro Paese; 
  • Facilitano nuove idee imprenditoriali, capaci di creare migliori opportunità per i giovani. 

Attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) l’Italia punta ad un traguardo ambizioso: 

  • Diffondere l’identità digitale, assicurando che venga utilizzata dal 70% della popolazione, più del doppio rispetto a oggi; 
  • Colmare il gap di competenze digitali, con almeno il 70% della popolazione che sia digitalmente abile; 
  • Portare circa il 75% delle PA italiane a utilizzare servizi in cloud; 
  • Raggiungere almeno l’80% dei servizi pubblici erogati online; 
  • Raggiungere il 100% delle famiglie e delle imprese italiane con reti a banda ultra-larga. 

Oltre agli investimenti previsti dal PNRR, saranno necessarie, inoltre, tre azioni mirate: 

  • Ridurre le tempistiche dei procedimenti amministrativi digitali, che dovranno concludersi in tempi rapidi, con un numero limitato di adempimenti in modo trasparente e con esiti certi; 
  • Introdurre regole “agili” per la tecnologia digitale focalizzate al risultato anziché sul processo e che siano: chiare, aggiornate, e dotate di un approccio neutrale alla tecnologia; 
  • Creare le condizioni per sostenere l’innovazione, “rovesciando” l’attuale l’approccio in modo che sia più favorevole alle imprese e agli investimenti. Si deve poter sperimentare di più.

Il principio fondamentale è quello della cooperazione di tutto l’apparato amministrativo, centrale e territoriale, essendo il digitale, uno strumento orizzontale alle altre tematiche. Oltre a mobilitare investimenti infrastrutturali ci sarà da investire in formazione per creare valore che deriva da competenze individuali e conoscenze collettive. 

Anche per i modelli di sviluppo Territoriale Integrato la digitalizzazione è un aspetto strategico e funzionale per la messa in rete dei Comuni e la loro stessa efficienza verso i cittadini e verso il proprio interno.  

Per noi la digitalizzazione non solo è un corridoio a  stante ma è anche trasversale a tutti gli altri, di qualsiasi tematica si tratti e rispetto a ogni tipologia di territorio. 

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