COMUNITÀ ENERGETICHE RINNOVABILI – Incentivi e contributi

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Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono una forma di Autoconsumo Collettivo che permette di condividere tra i membri della comunità l’energia prodotta da fonti rinnovabili nella disponibilità dei soci accedendo, in questo modo, a contributi distribuiti tra i vari membri.

Per sostenerne la diffusione il Ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico ha recentemente proposto un decreto attuativo contemplando contributi e INCENTIVI

Per accedere a questi ultimi sono ammessi gli impianti da fonti rinnovabili:

  • entrati in esercizio dopo la data di entrata in vigore del decreto legislativo [1° marzo 2020] (o per la parte di nuova costruzione di un impianto già esistente);
  • già esistenti, per una misura non superiore al 30% della potenza complessiva della CER;
  • sistemi di accumulo che permettano di immettere in rete l’energia nei periodi di massimo consumo.

A livello generale questi incentivi sono costituiti da:

  • una tariffa premio riconosciuta per ogni MWh prodotto e autoconsumato, pari a 110 €/MWh di energia condivisa, qualunque sia la tecnologia di produzione + un fattore di correzione, legato al livello di insolazione della zona geografica, pari a:
    • +10 €/MWh per regioni del Nord-Italia (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta, Veneto);
    • +4 €/MWh per regioni del Centro Italia (Lazio, Marche, Toscana, Umbria, Abruzzo);
    • Nulla per regioni del Sud Italia.

L’incentivo sarà applicato sino al raggiungimento della potenza massima finanziabile di complessivi 5 GW entro la fine del 2027, è erogato dal GSE a decorrere dalla data di entrata in esercizio dell’impianto e sino al termine della vita media utile convenzionale del tipo di impianto di produzione (circa 20 anni per un impianto FV).

  • un rimborso sulla tariffa energia in BT (corrispettivo unitario = somma della tariffa di trasmissione per le utenze in BT e del valore più elevato della componente variabile della tariffa di distribuzione per le utenze altri usi in BT). 

L’energia eccedente immessa in rete viene acquistata dal GSE. Per gli impianti FV:

  • se la quota di energia condivisa fosse pari o superiore al 70% dell’energia prodotta, la quota residua di energia potrebbe essere liberamente venduta dal produttore;
  • se la quota di energia condivisa fosse inferiore al limite del 70%, dell’energia elettrica eccedente venduta sarebbe previsto un tetto di prezzo pari a 0,08 €/kWh (80 €/MWh).

Inoltre sono proposti dei contributi anche per quanto riguarda gli INVESTIMENTI:

  • per i territori nei Comuni sotto i 5.000 abitanti: un contributo a fondo perduto per un importo fino al 40% dell’investimento. Le risorse, fornite dai fondi del PNRR ammontano a 2,2 miliardi di euro. La potenza agevolabile dovrà essere di almeno 2 GW entro il 30 Giugno 2026 ed il contributo sarà cumulabile con l’incentivo in tariffa;
  • per tutti gli altri: a livello di investimento per l’impianto e i sistemi di accumulo si beneficia delle detrazioni fiscali del 50% sugli impianti FER e per una parte della capacità installata (fino a 20kWp); oltre le agevolazioni previste dal Superbonus 110%, se dovute.

Anche l’Amministrazione Pubblica può adoperarsi attivamente nel promuovere e sostenere la realizzazione della CER, ad esempio mettendo a disposizione gli edifici e i siti pubblici per la realizzazione degli impianti di produzione e/o confluendo nella Comunità Energetica i propri impianti esistenti. Come CISA stiamo già supportando diversi Comuni lombardi, e non solo, in questo processo.

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