Dopo le interviste a Elena Corsi e Vittoria Monleale, il nostro viaggio all’interno di CISA continua con Giuseppe Lombardini, General Manager, che ci parla della visione chiara e dell’approccio innovativo dell’azienda, partner strategico delle Amministrazioni locali per costruire territori più smart e resilienti coniugando ambiente, economia e benessere sociale.
1. Il concetto cardine dell’attività di CISA, la cui vision è di essere Advisor dei territori per un futuro più smart, è quello di Sostenibilità: nell’ambito delle Amministrazioni comunali che intendete supportare, cosa rende “sostenibile” un progetto?
L’equilibrio è la risposta. Un territorio sostenibile parte da una visione equilibrata dove ambiente, economia, socialità, inclusione, cultura e rigenerazione non rinnegano le proprie radici ma, attraverso metodi “smart”, adottano una strategia territoriale progettando in modo integrato e agendo in modo neurale. Attraverso la tecnologia, l’innovazione e la programmazione è necessario mettere a punto nuove logiche di valutazione di impatto per fare della sostenibilità il vero indice con cui monitorare le risorse e gli sforzi delle Amministrazioni comunali e innescare in futuro premialità in materia di granting; CISA è impegnata a mettere a punto un modello di valutazione di impatto dei progetti territoriali integrati e intende al più presto porlo all’attenzione degli organismi di programmazione.
2. Cambiamento climatico, criticità energetiche, congestionamento urbano, dissesto idrogeologico… sono solo alcune delle componenti che stanno contribuendo ad incrementare la sensibilità delle persone rispetto al tema “Ambiente”. Come si colloca questa tendenza fra le Amministrazioni comunali? Quali possono essere degli strumenti utili per integrare in modo pratico questo tema a livello locale?
Un tema estremamente attuale che necessita di risposte e di programmazione senza esitazioni. Sicuramente le Amministrazioni locali fanno quello che possono per difendere e migliorare il proprio territorio ma troppo spesso si ritrovano a intervenire a posteriori gestendo emergenze e, purtroppo, tragedie. In questo senso spesso gli Amministratori locali sono stretti tra una cronica carenza di risorse e l’incubo di responsabilità a proprio carico non sempre giustificate. Non può esistere un programma di Investimento Territoriale Integrato senza che uno dei temi portanti sia l’ambiente in tutti i suoi aspetti, citati nella domanda; è però importante adottare soluzioni pratiche, graduali, in linea con il Green Deal ma sostenibili in tutti gli aspetti sociali ed economici. Gli strumenti ci sono e partono da misure integrate di territorio come ad esempio: la realizzazione di una rete di bacini di laminazione per contenere gli effetti devastanti dei fenomeni estremi dovuti al cambiamento climatico; la messa in rete delle comunità energetiche (CER) in un unico sistema di gestione, il Distretto Energetico Territoriale Integrato (D.E.T.I.); per ultimo la redazione di un PUMS di territorio, un piano di mobilità sostenibile che abbracci anche territori non strettamente metropolitani. CISA in tutti i suoi progetti territoriali propone e promuove questi modelli e ne sperimenta continuamente gli effetti.
3. Nei progetti di sviluppo territoriale si rende essenziale una collaborazione fra più attori del territorio, spesso coinvolgendo anche il settore privato. Come gestite questi “incontri” in modo efficace e proficuo per un territorio?
Intanto è necessario chiarire che il Partenariato Pubblico Privato non si limita al Project Financing ma può assumere forme e profili diversi come ben disciplinato dal Codice degli Appalti. La stretta collaborazione tra pubblico e privato è una grande opportunità e consente di adottare una strategia win win: le Amministrazioni locali possono contare su capitali, risorse, competenze e capacità di programmazione mentre i privati possono trovare nuove fonti di business e sono finalmente in grado di assumersi un ruolo più integrato nelle nuove logiche di responsabilità sociale. CISA è da sempre impegnata nei Partenariati Pubblico Privati non solo affiancando le Amministrazioni comunali nella loro attivazione ma, in primis, ne ha fatto il proprio strumento principale di collaborazione con i territori e le loro Amministrazioni.
4. Quello della finanza agevolata è un altro asset specifico dell’attività di CISA, perché costituisce un’opportunità cruciale per molte Amministrazioni locali. Quando si aiutano i Comuni ad orientarsi tra i vari finanziamenti disponibili, quali sono le difficoltà che si incontrano prima, durante e dopo questo processo?
Le difficoltà a priori sono dovute sempre alla carenza di programmazione e di risorse per la progettazione ma in questo senso sia l’approccio europeo che consente spesso di avere finanziata la fase progettuale sia i nuovi strumenti attivati da BEI e Cassa Depositi e Prestiti fanno ben sperare. La cronica complessità delle procedure sia di istruttoria sia di rendicontazione sono una barriera critica in fase di esecuzione, basti pensare alle difficoltà del sistema Regis riguardo al PNRR. E’ importante poi sottolineare che le risorse agevolate agiscono per finanziare le infrastrutture e gli start up ma è sempre più necessario assicurarsi che l’equilibrio economico-finanziario e gestionale di medio-lungo termine sia previsto sin dalla fase di programmazione per evitare di ritrovarsi con strutture e servizi senza provvista di funzionamento. CISA è impegnata in una costante attività di formazione e affiancamento alle P.A. diffondendo il proprio credo: sempre di più è necessario programmare e suscitare “dal basso” le necessità di finanza agevolata in modo integrato sui territori; se la programmazione territoriale integrata è ben strutturata, l’indice di attrattività e la capacità negoziale consente di non rincorrere perennemente i bandi in uscita.
5. Guardando al 2025, quali sfide prevedi e quali prospettive ti auguri in CISA?
La sfida è e rimane una sola, essere sempre all’altezza del proprio ruolo nei confronti delle Amministrazioni comunali conservando e potenziando l’approccio che da sempre ci contraddistingue: una visione strategica chiara e funzionale per contribuire ad uno sviluppo sostenibile del territorio. Le prospettive di crescita fanno sperare al raddoppio delle attuali Concessioni in materia di I.T.I. passando dalle attuali 5 al superamento delle 10 entro fine anno; ciò significa gestire progetti territoriali integrati in oltre 100 Comuni italiani e amministrare, in un arco temporale medio di 8 anni, circa 150 milioni l’anno di investimenti. Ma il vero auspicio è mantenere l’armonia che da sempre contraddistingue la nostra squadra; competenze, appartenenza al team, serenità dell’ambiente che significa solidarietà tra colleghi e non il risultato ad ogni costo; è il nostro DNA, ci teniamo e cerchiamo nuove risorse che vogliano condividere i nostri valori e la nostra voglia di migliorare.



