I.T.I. In Valmalenco: la Società di Progetto – Intervista a Fabio Viganò

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E’ stato ufficialmente presentato In Valmalenco il progetto di Investimento Territoriale Integrato (I.T.I.) che coinvolge i Comuni di Chiesa in Valmalenco, Caspoggio, Lanzada e Spriana, e che mira allo sviluppo smart ed eco-sostenibile della valle.
Approfondiamo un aspetto fondamentale di questa iniziativa, la Società di Progetto, dalle parole di Fabio Viganò – Consigliere CdA SdP In Valmalenco (CISA srl).

  • Cosa si intende per Società di Progetto? 

La Società di Progetto (SDP) è un’entità giuridica strutturata finanziariamente e strutturalmente in modo adeguato ed efficiente per affrontare il progetto pluriennale impegnativo come quello che si vuole attivare in valle.
“In Valmalenco SRL” nasce quindi con questo scopo, essere flessibile e più operativa possibile ma allo stesso tempo trasparente per il concedente.

  • Come è strutturata? 

In Valmalenco è una “B-CORP” (Certified B Corporation) che, nell’esercizio di un’attività economica persegue una o più finalità di beneficio comune e operano in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni e altri portatori di interesse.

La sede è stata identificata all’interno del Comune di Chiesa, capofila del progetto, in una posizione strategica per essere anche una vetrina per cittadini, turisti e stakeholders delle progettazioni che verranno create sui 4 Comuni.

In Valmalenco sarà dotata di un rigido codice etico e adotterà tutte le misure inclusive al fine di tutelare i diritti di ogni target abilitato. Sarà essa stessa “Living Lab” dello sviluppo e dell’innovazione territoriale anche attraverso il coinvolgimento e la formazione dei tecnici delle Amministrazioni aderenti fungendo al contempo come piattaforma sperimentale di idee, processi e progetti e palestra operativa per l’innesco di tutte le progettualità sperimentali individuate nella matrice oltre al forte coinvolgimento degli stakeholder del territorio.

La struttura organizzativa manterrà una forma snella e flessibile al fine di ridurre al minimo i costi di gestione operativa.

  • Cosa farà in concreto per la Valmalenco e i Comuni aderenti? Per quanto tempo sarà operativa?

Il nostro compito è quello di mettere a terra i progetti, quindi supportare gli enti amministrativamente e tecnicamente nel trovare la strada procedurale migliore e le fonti di finanziamento per realizzare le infrastrutture. Noi siamo sempre in supporto, mai in sostituzione delle Amministrazioni e dei loro uffici tecnici. Il nostro ruolo può sopperire alla riduzione di personale e al conseguente aumento di lavoro per gli uffici degli enti.

  • Quali sono i principali progetti intorno a cui ruota l’I.T.I.? Ne è già stato avviato qualcuno?

Il progetto cardine è sicuramente la rigenerazione di Primolo. 

Un progetto specifico altamente innovativo e caratterizzante, Primolo diventerà quindi il luogo fisico in cui saranno realizzati gli interventi e i rimedi alle disfunzioni strutturali e agli squilibri territoriali dello spazio alpino, come il cambiamento climatico, teorizzati negli ambiti dei programmi europei dello spazio alpino (EUSALP, Alpine Space, Argealp, etc….). L’organizzazione e lo sviluppo di percorsi di alta formazione, master post laurea, laboratori di ricerca socio-economica, summer school  attireranno, quindi, studenti, professori, dottorandi, ricercatori dalle valli alpine europee. 

Si verrà a creare un vero polo attrattore capace di:

  • evitare lo spopolamento della Valle;
  • attirare nuovi utenti altospendenti;
  • destagionalizzare il turismo. 

Il progetto naturalmente avrà ricadute su ogni Comune della Valmalenco in base alle loro specificità: Caspoggio può diventare la ”Città del benessere e dello star bene” della valle in risposta ad una nuova offerta di servizi ed opportunità che si intende sviluppare o ha già in parte sviluppato, per incentivare le presenze turistiche e rivitalizzare la comunità, anche nell’ottica di spinta verso il ripopolamento o la rivitalizzazione turistica; Lanzada ha le potenzialità per essere l’hub degli sport outdoor della Valmalenco grazie ad un’offerta sportiva di grande qualità e di grande rilievo dovrà sviluppare una specificità legata allo sviluppo di un’offerta turistico sportiva sia per la stagione invernale che, e soprattutto, legata alla destagionalizzazione ed al turismo sportivo primaverile, estivo ed autunnale; il Comune di Spriana, infine, ha le caratteristiche per rappresentare la vetrina della storia, paesaggio e tradizioni malenche, partendo dallo sterminato patrimonio storico-secolare e delle tradizioni della Valmalenco rappresenta un qualcosa da valorizzare legandola ad un altro motore recettivo come il cibo. Un nuovo sviluppo di Spriana indirizzato al ripopolamento ed alla rigenerazione urbana attraverso interventi strutturali che ne valorizzino le peculiarità ma riescano a garantire l’attrattività a livello turistico e la semistanzialità grazie all’inserimento all’interno di nuovi circuiti di sviluppo tecnologico.

Si tratta di un progetto di medio-lungo termine, stiamo per iniziare lo scouting degli immobili vuoti, abbiamo avviato le relazioni con le varie università europee che si sono subito dimostrate desiderose di collaborare in questo progetto. La digitalizzazione sarà fondamentale per creare questo percorso, i sistemi digitali sono necessari sia alla cittadinanza che alla creazione di nuovi servizi, anche in funzione dell’obiettivo di lavorare sull’attrattività del territorio attraverso l’introduzione di nuovi soggetti economici anche in funzione di nuovi flussi turistici e/o residenziali.

  • Una volta concluso l’iter del Project Financing di Servizi, quale sarà il futuro di questa Società di Progetto?

Nell’ottica dello sviluppo delle competenze e delle risorse del territorio per preparare la next generation, la nostra proposta è quella di consegnare alla fine della concessione, la società operativa e la sua organizzazione al territorio stesso al fine di essere classificata come un vero e proprio Osservatorio Territoriale.

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