In queste settimane di intensa attività a supporto di oltre 200 Comuni italiani i miei colleghi di CISA ed io abbiamo toccato con mano esigenze, speranze e difficoltà che devono affrontare i Sindaci e le loro Amministrazioni con cui collaboriamo.
Ebbene vorrei riflettere sulle più rilevanti considerazioni che emergono dai nostri confronti quotidiani:
- Un timore diffuso di non farcela…. partecipare ai bandi è spesso impossibile per la loro complessità e per i tempi di reazione quasi mai in grado di essere rispettati. Risultato? Un crescente fatalismo che porta i Comuni ad assumere due atteggiamenti: lascio perdere tanto non ci arrivo …. li faccio tutti qualcosa arriva;
- Una piattaforma PNRR tutt’altro che semplice da interpretare (REGIS) e che non trova facile e immediato riscontro in assistenza. Risultato? Ritardi continui sul programma dei lavori e tendenza a non assumersi responsabilità;
- Un sistema di erogazione dei fondi che lascia molte volte le Amministrazioni locali “scoperte” rispetto alle normali prassi di pagamento a stato avanzamento lavori. Risultato? Chi non ha riserve a bilancio (cioè quasi nessuno) si trova a dover bloccare le procedure o, peggio, i lavori;
- La gran parte dei Comuni di medio-piccole dimensioni (i nostri interlocutori) non ha strutture tecniche e amministrative adeguate; la maggior parte di loro ha carenza di personale o di personale formato, uffici tecnici e segretariati generali sono scoperti e molti si arrangiano condividendone le funzioni ma senza un approccio sistemico. Risultato? Nuovi progetti e nuove misure da istruire portano a situazioni di impegno insostenibili, quindi meglio soprassedere;
- Queste sono solo alcune delle voci che abbiamo raccolto, oltre all’endemica angoscia di procedure burocratiche che rendono ogni azione “paludosa” e per niente efficiente.
Eppure, da quasi due anni a questa parte, le misure di accompagnamento diretto al PNRR e gli organismi di assistenza e controllo sono state determinate e strutturate ma… i nostri Comuni non ne sentono la presenza se non in fase censoria.
Qualche cosa non funziona e rischia di compromettere tutta la sequenza di proposizione progettuale, di istruzione delle misure, di realizzazione delle opere e della corretta rendicontazione. Un problema che riguarda il PNRR ma che abbraccia tutte le misure a sostegno delle Amministrazioni comunali: dalla programmazione europea sino a quella regionale e che rischia, fra l’altro di rallentare anche chi prova a mettere in collaborazione pubblico e privato creando l’auspicato effetto moltiplicatore delle risorse da mettere in campo con finalità di pubblico interesse.
Forse sarebbe meglio che ci si impegni di più ad ascoltare i nostri Sindaci e a predisporre misure di intervento territoriale mirati che intercettino criteri e finalità del NextGenerationEU e dell’intera programmazione europea.
Su questo, nel nostro piccolo, ci stiamo impegnando e per questo organizziamo in molti territori (dalla Lombardia al Piemonte, dall’Umbria all’Abruzzo, dalla Campania sino alla Sicilia) i progetti territoriali integrati. Di certo non sono la panacea a tutti i problemi ma sicuramente sono un segnale concreto che, non a caso, trova piena condivisione con i territori e i Comuni che ne hanno intrapreso il percorso.
Giuseppe Lombardini
General Manager CISA Consulting



